.Rémi Brague

al “don Gnocchi”

mercoledì 22 settembre 2021

Nella mattinata di mercoledì, 22 settembre 2021, avremo il grande onore di avere ospite al “don Gnocchi” uno dei maggiori, dei più lucidi e coraggiosi pensatori viventi: Rémi Brague. Il filosofo, di passaggio a Milano per un incontro pubblico, ha accettato volentieri d’incontrare a sua volta i nostri studenti del triennio dei Licei.

Non è la prima volta che Brague incontra le classi della nostra scuola: accadde nel 2008, e tanti fra i docenti ricordano quell’evento come assai significativo per i ragazzi di allora.

Il filosofo francese, uno dei rari maestri del pensiero cristiano di oggi, negli ultimi anni, e con energia sempre maggiore, non ha mancato d’intervenire su organi di stampa nazionale ed estera: frequenti e importanti le interviste rilasciate e gli articoli pubblicati anche in Italia. Ogni volta ha dichiarato la sua forte preoccupazione per un’Europa e un Occidente che hanno perduto la coscienza della continuità con le origini ebraico-cristiane da cui sono sorti. Al contempo, non manca di far sentire la sua voce per ridestare, soprattutto nei giovani, quella memoria smarrita e indicare la via da perseguire per una generale rinascita europea.

Siamo dunque ansiosi di riceverlo e sentire quel che vorrà consegnare ai nostri alunni…

Profilo di Rémi Brague

Rémi Brague, parigino, studioso anzitutto del pensiero antico e medievale, esteso alle tradizioni ebraica e araba, ha insegnato alla Sorbona di Parigi e alla Ludwig-Maximilians-Universitæt di Monaco di Baviera dove ha occupato la cattedra che fu di Romano Guardini. Membro dell’Institut de France è stato insignito, nel 2012, del Premio Ratzinger e, nel 2017, del Premio Internazionale della Cultura Cattolica.

Autore di saggi tradotti in tutto il mondo, diviene noto a un più ampio pubblico italiano nel 1998, grazie alla pubblicazione nella nostra lingua del saggio La voie romaine col titolo di Il futuro dell’Occidente. Nel modello romano la salvezza dell’Europa. Qui Brague riflette sul peculiare contributo romano alla tradizione culturale occidentale, dando inizio a uno stimolante percorso di ricerca e di dibattito che riporta all’attenzione di un pubblico non solo accademico i temi della natura poliedrica delle nostre tradizioni culturali e della trasmissione del sapere come fattore decisivo di civiltà.

Brague ha contribuito con saggi importanti a un’originale e profonda riflessione sui tre capisaldi dell’architettura del pensiero occidentale: Dio, anima e mondo, da una parte proponendo una visione originale e fecondamente critica di non pochi approdi moderni e postmoderni, dall’altra rimettendo in gioco modi di pensare l’uomo e Dio decisamente originali e interessanti.

In un volume pubblicato con Elisa Grimi ha scritto: “Ciò che mi preoccupa in questo momento quasi fino a impedirmi di dormire… [è] un fenomeno piuttosto esteso: l’odio di sé degli europei, l’immagine caricaturale che essi hanno del loro passato, il loro rifiuto di garantire un avvenire. Provo, nella mia misura, a prendermi cura di queste ferite” (Contro il cristianismo e l’umanismo. Il perdono dell’Occidente, Cantagalli, Siena 2015, p. 65). Per questo, Brague è frequentemente intervenuto, negli ultimi anni, nel dibattito pubblico prendendo posizione su temi centrali della vita e della cultura europea come quelli del ruolo della religione, dell’identità cristiana del nostro Continente e sulle contraddizioni del nostro caratteristico umanesimo, sul valore dell’educazione, sulle recenti pulsioni censorie e distruttive nei riguardi del nostro patrimonio e della nostra tradizione culturale.

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