«Se gli uomini non costruiscono come faranno a vivere?» (T. S. Eliot, La Rocca, 1934)
L’interrogativo di Eliot sintetizza la sfida cui la nostra società è chiamata a rispondere oggi che una nuova crisi dell’economia sembra accompagnare una “crisi dell’umano”, descritta dal Censis come «calo del desiderio»: «Nel Paese sono evidenti manifestazioni di fragilità sia personali sia di massa, comportamenti e atteggiamenti spaesati, indifferenti, cinici, passivamente adattivi, prigionieri delle influenze mediatiche, condannati al presente senza profondità di memoria e di futuro» (44° Rapporto sulla situazione sociale dell’Italia, 2010).Una società è viva, cresce, ha un futuro se nel presente c’è chi costruisce, si mette personalmente in gioco nelle circostanze anche difficoltose, a volte “sperando contro ogni speranza”. «Tornare a desiderare – fa notare il Censis – è la virtù civile necessaria per riattivare una società troppo appagata ed appiattita». Allora, la prima urgenza è trovare qualcuno che educhi alla bellezza, perché anche per modellare un pezzo di legno bisogna accorgersi della bellezza delle “cose”, bisogna accorgersi che «un pezzo di legno non è solo un pezzo di legno», come scrive Collodi. C’è bisogno di una scuola che educhi a questo.
Per affrontare la crisi, per edificare una “società buona”, occorre perciò investire nell’educazione. È una sfida che coinvolge anzitutto docenti, studenti e genitori, ma che riguarda la società intera. Per queste ragioni, l’Istituto Scolastico Paritario don Carlo Gnocchi e la Cooperativa Sociale In-Presa propongono insieme una Scuola popolare, aperta cioè ai genitori dei nostri studenti, ma anche a tutti gli abitanti del territorio brianteo. Infatti, non è possibile costruire, se non si è insieme. Gli incontri saranno delle occasioni per riflettere e discutere insieme del contenuto della sfida educativa per giovani e adulti.






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