Valutazione e verifiche

La decisione di promuovere o meno un ragazzo esige sempre un giudizio unitario sul percorso dell’anno trascorso e sulle prospettive per il futuro. In particolare questa decisione non è mai determinata dal numero delle insufficienze né dalla media dei voti, anche se evidentemente ne tiene conto come uno fra gli elementi da considerare.

Le prove di verifica dell’apprendimento personale, scritte e orali, vengono svolte durante le ore di lezione e vengono ritmate secondo l’esigenza di evidenziare i progressi e le difficoltà di apprendimento di ogni studente.

L’obiettivo cioè non è quello di avere sul registro il numero canonico di voti per ogni studente, ma di consentire all’insegnante di aver ben presente il percorso di ogni ragazzo per modulare in forma adeguata il lavoro comune in classe ed il sostegno e recupero personalizzati, e di consentire ad ogni ragazzo di prendere consapevolezza di quello che sa, di quello che non sa, di quello che gli conviene fare per progredire in modo ordinato e consapevole.

Il livello di apprendimento di certi ragazzi si rivela con evidenza nel lavoro in classe perciò non occorre interrogarli spesso, altri procedono a strappi ed allora occorre interrogarli con frequenza per dare ordine al loro lavoro; in Prima occorrono interrogazioni molto frequenti e quindi molto brevi, nel Triennio conviene interrogare in chiusura di argomenti consistenti, lasciando al ragazzo il tempo necessario per argomentare in modo coerente ed articolato.

La valutazione, cioè l’attribuzione di un voto numerico ad una prova scritta o orale, è atto ben diverso dalla misurazione. La valutazione di una prova attraverso il conto degli errori o delle risposte giuste e sbagliate è una stupidaggine, come non possono offrire serie indicazioni valutative i test a risposta chiusa.

La valutazione esige un giudizio sull’esperienza conoscitiva di un ragazzo, è pertanto un atto sintetico e complesso e richiede che si faccia riferimento ai diversi aspetti che la compongono anche se l’esito finale non è scomponibile, perché ogni aspetto è legato all’altro. E’ misurabile, infatti, ciò che è divisibile, mentre la valutazione è un atto unitario perché gli indicatori, i misuratori e gli altri criteri adottati servono per esprimere un giudizio sulla capacità di uso della ragione messa in atto in quel momento e in quel determinato contesto dallo studente.

La valutazione di una prova è l’attestazione della distanza/vicinanza rispetto al raggiungimento degli obiettivi indicati dal docente per quella specifica prova. Poiché una singola prova è uno dei momenti del processo di apprendimento messo in atto dallo studente, la valutazione è meglio espressa dallo studio dell’andamento delle sequenze di valutazione, che compongono insieme un trend di apprendimento.


La valutazione finale

Al termine dell’anno scolastico, in sede di scrutinio finale, il Consiglio di Classe ha il compito istituzionale di deliberare la promozione o la non promozione di ogni studente. Per giungere ad una decisione i Docenti del Consiglio si pongono due domande:

  • “Che percorso ha fatto quest’anno questo ragazzo? Che progressi abbiamo constato e che difficoltà si sono evidenziate?”
  • “Questo ragazzo è in grado, eventualmente col supporto di corsi di recupero estivi, di arrivare a saper organizzare il proprio studio in forma metodologicamente adeguate agli obiettivi richiesti per il prossimo anno?”

Ogni Docente esprime il punto di vista relativo alla propria disciplina, poi si decide collegialmente. Il segreto per arrivare a decisioni corrette è che gli insegnanti si ascoltino seriamente fra di loro e siano disposti a considerare adeguatamente i diversi punti di vista che emergono dalle diverse valutazioni disciplinari.

Se viene deliberata la promozione, i Docenti decidono poi collegialmente di assegnare debito formativo in quelle discipline dove le lacune presentate, pur potendo essere recuperate con un lavoro estivo adeguato, sono di significativa entità oppure corsi estivi senza debito dove le lacune sono meno consistenti.
Se viene deliberata la non promozione, i Docenti decidono collegialmente quale indicazione orientativa fornire allo studente ed alla famiglia, se è più opportuno ripetere l’anno o trasferirsi ad altro corso di studi.