Sostegno e recupero

L’ora di lezione è il luogo ordinario in cui uno studente impara ad imparare, cioè fa proprio un metodo di studio che gli consente, passo dopo passo, di condurre con efficacia il proprio percorso di apprendimento.

Può succedere, e succede spesso, che per uno studente — in determinati momenti della sua esperienza scolastica — ciò non sia sufficiente: pur impegnandosi dignitosamente nel lavoro in classe e nello studio personale, non riesce a realizzare un ordine ed una consapevolezza adeguati nell’apprendimento di una o più discipline.
In questo caso il Consiglio dei Docenti della classe propone al ragazzo ed alla famiglia un percorso di sostegno o di recupero personalizzato, progettato in modo da rispondere alle specifiche difficoltà metodologiche emerse.
L’obiettivo dell’attività di sostegno e di recupero è del tutto differente rispetto a quello che comunemente si affida alle ripetizioni private: non si tratta di costringere a studiare un ragazzo che non ne ha voglia, tenendolo sotto stretto controllo; nemmeno si tratta di imbottirlo di nozioni o di portarlo a capacità esecutive specifiche attraverso la ripetizione esasperata di procedimenti standardizzati.
Il lavoro è invece analogo a quello che si svolge in classe: il ragazzo si mette alla prova di fronte ad una questione, formulando un’ipotesi di senso e verificandone la fondatezza secondo il metodo proprio della disciplina. Il rapporto uno a uno, Docente/studente, oppure il lavoro in piccoli gruppi, favoriscono l’efficacia della guida e l’affronto delle difficoltà proprie di quello studente.


Il sostegno in corso d’anno è condotto dal Docente della classe ed è mirato all’affronto di difficoltà di apprendimento occasionali e circoscritte. A tutti gli studenti capita di usufruirne, anche ai “primi della classe”, perché tutti possono imbattersi in difficoltà o inciampi.
Quando un ragazzo evidenzia, nel lavoro in classe, momenti di confusione o di inconsapevolezza significativi, il Docente lo invita a fermarsi a scuola con lui nel pomeriggi per riprendere insieme la questione in gioco e ripercorrerla in modo adeguato; a seconda dei casi può bastare un unico incontro o una serie, sempre limitata, di incontri pomeridiani. Può essere che sia il Docente a proporre al ragazzo l’opportunità di un momento di sostegno o, viceversa, può essere lo studente a manifestarne l’esigenza al Docente. In genere nelle Classi prime si verifica la prima modalità, mentre dalla Seconda alla Quinta prevale decisamente l’altra.


Il recupero estivo è finalizzato a portare a completamento una preparazione disciplinare complessiva carente per mettere in condizione lo studente di poter iniziare in modo efficace il successivo anno scolastico.
In sede di scrutinio finale capita di promuovere studenti che presentano, in determinate discipline, significative carenze di apprendimento; se la carenza è particolarmente ampia viene assegnato un debito formativo, con conseguente necessità di recupero estivo, altrimenti viene semplicemente assegnato un corso di recupero estivo.
Il recupero estivo prevede tre momenti:
– un lavoro personale, secondo un programma preparato per ogni studente in forma mirata dal Docente, che verrà svolto nel corso dell’estate;
– un breve corso di 7/10 giorni ad inizio settembre, condotto dal Docente della classe, con lo scopo di rispondere a tutte le difficoltà ed i dubbi che lo studente ha accumulato nel lavoro personale, riprendere i passaggi più importanti e verificare il livello di preparazione raggiunto da ogni studente, esprimendo la relativa valutazione, compreso il giudizio di estinzione o meno del debito;
– un corso di 3/4 settimane a fine giugno/inizio luglio, condotto da un Tutor, solo per quegli studenti che evidenziano lacune di preparazione tali da rendere inefficace un lavoro prevalentemente personale e quindi indispensabile una guida stabilmente presente.
Tutto il lavoro estivo, sia personale che nei corsi a scuola, segue una programmazione personalizzata, diversa per ogni ragazzo, preparata dal Docente della classe.


Il recupero in corso d’anno è condotto da un Docente esterno alla classe, chiamato Tutor, ed è mirato all’affronto di lacune nell’apprendimento di ampio spessore, che richiedono una guida stabile, esterna alla classe, per un periodo di tempo prolungato.
Succede che il Consiglio dei Docenti della Classe constati che uno studente, in una determinata disciplina, ha “perso il treno” cioè ha accumulato lacune ed inconsapevolezze tali che, pur in presenza di un impegno personale molto serio, non è più in grado di recuperare, né è più sufficiente il sostegno pomeridiano occasionale del Docente della Classe.
In questi casi lo studente viene affidato ad un Tutor che lavora con lui nel pomeriggio, per un numero di ore settimanali ed un periodo di tempo prestabiliti, a seconda delle personali necessità di recupero, seguendo un percorso di apprendimento concordato, e costantemente verificato in corso d’opera, col Docente della classe.
In genere il rapporto Tutor/studente è uno a uno; in casi particolari, quando le lacune di diversi studenti coincidono, il tutor può lavorare anche con un piccolo gruppetto.
Prima di iniziare un percorso di recupero con Tutor, il Docente della disciplina incontra i genitori e lo studente per dialogare le ragioni della proposta e chiarire il metodo di lavoro.


Può capitare che in corso d’anno il Consiglio di Classe valuti che le lacune di uno studente siano significativamente determinate da una difficoltà di rapporto con gli adulti.
Queste difficoltà possono essere di natura molto varia, dal timore di sbagliare ampliato dalla presenza dell’insegnante, all’ansia di mostrarsi bravo e capace; da un’accentuazione del senso del dovere a discapito della ricerca di un interesse personale, fino ad una semplice timidezza adolescenziale.
In questo caso il Consiglio decide di proporre allo studente di lavorare con un altro studente, compagno di classe o di classe superiore, che se la cavi bene nella specifica disciplina.
Si cerca poi uno “studente tutor” adatto per temperamento e per metodo di studio, e gli si propone di lavorare col ragazzo in difficoltà: nessuno è obbligato ovviamente ad accettare e nessuno è forzato e nemmeno troppo esortato, a volte ci troviamo di fronte ad un rifiuto ed allora ci rivolgiamo ad un altro, sempre troviamo un ragazzo disponibile ad assumersi il compito.
Il Docente della disciplina verifica stabilmente il procedere del lavoro dialogandone sial col proprio studente che con lo studente tutor.