Orientamento in itinere

È necessaria una valutazione attenta: l’ipotesi di un trasferimento non si pone genericamente per quegli studenti “che vanno male a scuola”; le cause di un insuccesso possono essere molto diverse e vanno considerate sempre in prospettiva, chiedendosi se un cambio di indirizzo può consentirne il superamento.


Trasferimenti in uscita

Capita con notevole frequenza che un ragazzino, a Media Superiore già iniziata, riveli capacità ed inclinazioni diverse da quelle richieste dall’indirizzo prescelto. Cambiare indirizzo in corso d’opera è possibile, nelle classi del biennio è in genere abbastanza semplice, a condizione di una stretta collaborazione scuola/famiglia.

Nella nostra scuola il riorientamento, o orientamento in itinere, è molto curato: in genere avviene nella prima classe, in corso d’anno o al suo termine, a seconda dei casi; a volte si preferisce aspettare la Seconda per una verifica più approfondita della effettiva opportunità di cambiare; nel Triennio i percorsi didattici assumono una caratterizzazione più specifica, perciò i trasferimenti si fanno decisamente più impegnativi e risultano opportuni solo in presenza di esigenze eccezionali.

Il Consiglio di Classe tiene costantemente monitorato il percorso didattico di ogni studente con difficoltà di apprendimento e valuta se le difficoltà non derivino da una scelta poco adeguata alle sue effettive inclinazioni. Se il Consiglio di Classe valuta opportuno un cambiamento, il Coordinatore di Classe incontra lo studente e la famiglia, spiega le ragioni della proposta, propone l’alternativa più adatta al ragazzo e ne dialoga.

La scuola “non manda via nessuno”, il cambiamento è una proposta che viene attuata solo in presenza della convinta adesione di studente e famiglia. Se si giunge a condividere la scelta, sia la famiglia che il Preside contattano la scuola prescelta e concordano con questa le modalità del passaggio, che variano a seconda del periodo dell’anno scolastico.


Trasferimenti in entrata

Ci capita con una certa frequenza di ricevere richieste di trasferimento di studenti provenienti da altre scuole, nel corso degli anni ci siamo anzi fatti una notevole fama di saper recuperare agli studi ragazzi in difficoltà. Tutto dipende dal tipo di difficoltà.

  • Se l’ostacolo è “la forma mentis” cioè l’inclinazione del ragazzo ad un determinato tipo di studi, in genere c’è poco da fare, è meglio cambiare indirizzo di studi.
  • Se invece si tratta di “difficoltà ambientali” cioè di un disagio legato alla modalità di rapporti con gli adulti ed al contesto di lavoro che il ragazzo sta vivendo, allora il cambio di scuola può essere conveniente e ci capita di raccogliere successi insperati.

Per questo, quando arriva una richiesta d trasferimento, si parte sempre con colloqui col Preside e coi Docenti per rendersi conto delle ragioni della richiesta e delle prospettive che si potrebbero aprire.

Se si arriva insieme alla decisione di un effettivo trasferimento, lo studente inizia a frequentare da noi appena possibile e contemporaneamente il Consiglio di Classe progetta un percorso di recupero che gli consenta un progressivo inserimento nel percorso della classe.