Orientamento

Il riordino dei cicli della Scuola Media Superiore (in vigore nell’anno scolastico 2010-2011 a seguito della Riforma Gelmini) determina una notevole semplificazione nella pletora di corsi di studio che da oltre trent’anni caratterizza il sistema scolastico italiano ed ha reso tremendamente complicata la scelta della scuola per i ragazzi che escono dalla Media Inferiore.

Rimane comunque un sistema di indirizzi e sottoindirizzi, si sono introdotti corsi di studio completamente nuovi, altri rimangono uguali al passato con una nuova denominazione, altri ancora mantengono il nome tradizionale ma cambiano i contenuti: per genitori e studenti il problema di orizzontarsi fra le diverse possibilità rimane serio.

A ciò si aggiunge naturalmente l’esigenza di riconoscere le risorse di cui un ragazzo dispone ed a quale corso di studi meglio si adattano.

Per questo, orientamento in ingresso che la scuola fornisce ai ragazzi di Terza Media rimane un’offerta formativa necessaria, impegnativa e quanto mai delicata.

Può capitare che un ragazzo si accorga, dopo un po’ di tempo, che sarebbe stato meglio per lui scegliere un diverso corso di studi e desideri cambiare. La cosa non è particolarmente difficile, almeno fino alla conclusione del Biennio, perché esistono sostanziali contenuti disciplinari comuni fra corsi diversi, a condizione che la scuola metta in atto un percorso personalizzato che consenta al ragazzo di accedere al nuovo corso di studi con una preparazione adeguata.

Questo è il valore dell’orientamento in itinere.

C’è infine l’orientamento in uscita per chi finisce le Medie Superiori ed accede all’Università o al lavoro, la sua importanza è di immediata evidenza.

Se i corsi medi superiori sono un ginepraio, quelli universitari sono la giungla amazzonica; ed il mondo del lavoro per sua natura presenta mille articolazioni al proprio interno. A ciò si aggiunge il fatto che la scelta post Esame di Stato è realmente un momento decisivo nella maturazione di un giovane.