Carate tra il verde e l'antico

domenica 15 ottobre 2017

Domenica 15 ottobre 2017 si svolge la 37^ marcia internazionale Carate tra il verde e l’antico, manifestazione organizzata dalla associazione A.s.d. Marciacaratesi.

Si tratta di un percorso unico nel suo genere che attraversa numerosi parchi, ville antiche e cascine, patrimonio storico culturale di Carate e della nostra bella Brianza.

In questa manifestazione quaranta studenti del Liceo don Gnocchi saranno preziose guide culturali a disposizione dei camminatori in sette principali luoghi attraversati: Villa Cusani e Villa Beldosso a Carate Brianza, la Basilica di Agliate e il Battistero adiacente, Villa La Rovella ad Agliate, Parco Rossini a Briosco, Villa Stanga Busca a Costa Lambro.

La partecipazione all’evento è libera.

Quella che era la Casa della Torre di costruzione trecentesca presumibile dimora del ramo caratese della famiglia Del Bene, passa di proprietà agli inizi del Seicento a Valerio Confalonieri, personaggio eminente della vita pubblica milanese. Alla fine del 1700 l’ultima discendente della famiglia sposa Cesare Cusani dando vita al casato Cusani Confalonieri, la cui ultima discendente Donna Beatrice Cito Filomarino si spense nel 1972 e quattro anni dopo il Comune di Carate acquistava la villa, compreso il parco e l’oratorio di Santa Maria Maddalena, voluto da Gabriele Del Bene nel 1491. La solidità dell’impianto e la presenza del mastio dai merli ghibellini conferma la originaria funzione di torre di avvistamento, ingentilita ai primi del Seicento da corpi di fabbrica strutturati attorno ad una corte porticata mezzogiorno. Il parco mantiene parte del disegno antico all’italiana.

La Basilica dei Santi Pietro e Paolo con l’attiguo Battistero di San Giovanni Battista costituisce una delle più importanti testimonianze dell’architettura romanica in Lombardia. La costruzione della basilica riconducibile ai secoli X – XI, anche se recenti studi tendono ad anticiparne la costruzione al IX secolo, in piena epoca altomedievale. L’esterno è caratterizzato dall’uso di ciottoli di fiume e da un interessante apparato decorativo composto da archetti pensili e lesene sulla facciata. L’interno è a tre navate scandito da archi e colonne di riuso del Iv – V secolo, con resti di affreschi attribuibili al X secolo, vicini al ciclo pittorico di Galliano. Il presbiterio rialzato presenta ai lati gli accessi alla cripta con otto colonnine e capitelli dell’inizio del Mille. Fu restaurata dall’architetto Luca Beltrame nel 1898, quando fu costruito anche il campanile. A pochi metri dalla basilica il battistero presenta una curiosa pianta a nove lati con all’interno la vasca battesimale ottagonale e numerosi lacerti di affreschi riferibili dall’anno Mille al Quattrocento.

Costruita nel terzo decennio dell’Ottocento dall’architetto neoclassico Giacomo Moraglia per la contessa Luigia Confalonieri, figlia di Pietro Verri, passa per eredità alla famiglia dei conti Albertoni ed appartiene ora all’ordine religioso delle Suore Infermiere di San Carlo, trasformata in casa di riposo. Anche il piccolo ma fastoso oratorio attiguo, dedicato a San Giuseppe, fu costruito dallo stesso architetto con la facciata rivolta sulla strada.

I primi edifici in cima all’omonimo colle furono costruiti nella prima metà del Cinquecento dal nobile Pietro Toso e dal figlio Marcantonio. Nel 1635 la proprietà passava la famiglia Pirovano e successivamente, per matrimonio, ai Busca. Furono proprio il conte Andrea Sola e la moglie Antonietta Busca che verso la fine dell’Ottocento provvidero al restauro con interventi di trasformazione ed abbellimento abbastanza consistenti, che portarono la villa all’aspetto attuale. L’oratorio neoclassico a rotonda centrale risale al 1812 su progetto del famoso architetto ticinese Simone Cantoni. Ora la villa, circondata da un grande parco all’inglese, è adibita ad esposizione di mobili di antiquariato dalla famiglia Lamperti.

Sul colle del Simonte è sorto, all’inizio di questo secolo, il fiore all’occhiello della Collezione Rossini: il giardino di sculture. Frutto della passione di tutti i membri della famiglia che ha creato in uno squarcio incantevole della Brianza, nel quale risiede, un luogo unico nel suo genere, dove arte, architettura e paesaggio si fondono insieme mirabilmente. In tale contesto lo spirito di mecenatismo dei Rossini ha permesso a numerosi artisti, sia prestigiosi che giovani in cerca di affermazione, di avere un rapporto altroché di committenza, anche di stimolo e di assistenza tecnica, per creare opere di grande valore collocate in un parco splendido.

Resa famosa dalle acqueforti dei coniugi Lose, all’inizio dell’Ottocento, era la dimora del conte Calderara, passata poi al barone Ciani, grande patriota della guerra di indipendenza morte esiliato in Svizzera, ed in seguito ai principi Borromeo Arese ultima famiglia proprietaria fino alla metà del Novecento. Possiede sul retro un favoloso giardino all’italiana, impreziosito da statue di gusto ottocentesco, e circondato ai lati da stupende carpinate. Dalla piazza San Martino, attraverso la cancellata in ferro battuto, si ammira la facciata in stile neo barocchetto con il caratteristico portico a tre luci.