in margine ai risultati di EDUSCOPIO

Come saprete, pochi giorni fa è stata pubblicata su www.eduscopio.it la “classifica” delle migliori scuole superiori italiane, misurate sugli esiti degli ex alunni nei primi due anni accademici, a cura della Fondazione Agnelli di Torino.

Anche quest’anno il nostro Istituto è risultato fra i migliori della regione e del Paese; in particolare, Il Liceo Classico risulta al 1° posto nella provincia di Milano e di Monza & Brianza (indice FGA 91,8/100) e il Liceo Scientifico 2° (indice FGA 91,69/100).

Anche l’Istituto Alberghiero è 1° per quel che concerne l’indice di occupazione dei diplomati (100/100). Per il liceo Economico-sociale la Fondazione non ha ancora approntato una classifica.

Siamo contenti di questi risultati soprattutto perché vedono riconosciuto il valore dell’impostazione culturale ed educativa che stiamo cercando di realizzare, facendo tesoro di quel che abbiamo imparato a nostra volta dai grandi maestri che abbiamo avuto: don Gnocchi, Eugenio Corti, don Giussani, la tradizione viva dell’esperienza cristiana ambrosiana e briantea, l’espressione popolare laica e socialista che tanta umanità matura ha generato in terra lombarda e italiana.

Il fatto poi che altre scuole paritarie a noi affini figurino fra i migliori Istituti della Regione è un segno ulteriore del contributo che queste “minoranze creative” stanno dando alla vita di tutti, nel compito più importante, quello educativo, nonostante la perdurante e palese ingiustizia che il centralismo del sistema scolastico italiano, anacronistico e provinciale, fa patire ai giovani e alle famiglie.

Ciò detto, sappiamo bene che il giudizio più importante non viene dalle classifiche: è piuttosto quello che i nostri studenti e i loro genitori, frequentandoci, maturano giorno dopo giorno; è quello che i giovani che si sono diplomati da noi esprimono, ora che frequentano l’università o lavorano; è il giudizio di tutti coloro che, per esperienza diretta e indiretta, hanno a cuore la scuola, non smettono di sostenerla e la sentono talmente propria da criticarla, con lealtà e franchezza.

Questa compagine umana, questa comunità viva, da cui siamo nati e che intendiamo servire con la nostra opera, è l’unica, grande ricchezza che abbiamo.

Inutile dire, quindi, che la soddisfazione per gli esiti “certificati” dalla Fondazione Agnelli è tanto maggiore quanto minore (o nulla) è la ricerca o la smania del successo a ogni costo. Inutile ripetere quanto detto più volte in passato, cioè che la ragion d’essere del “don Gnocchi” non risiede nell’inseguire per forza la conclamata “eccellenza” cognitiva o “performativa” degli alunni. Ci interessa invece, e promoviamo, lo sviluppo integrale della persona dello studente, mirando a far emergere da ciascuno il potenziale inespresso col valorizzare tutte le sue doti, anche intellettuali, l’intero della sua personalità.

O forse è proprio questo il punto: il “don Gnocchi” è una scuola che fa crescere, tutte e ciascuna, le persone di studenti e docenti, impegnati in un dialogo critico serrato e leale, esigente e aperto, così perseguendo quella che un nostro genitore acutamente ha definito “eccellenza dell’umano”.